
A te che ti devi occupare di me,
tu, operatore medico o infermiere/a
con mille impegni e problemi
in questa professione ti sei buttato
senza sapere quanta energia ti prendesse:
in essa hai messo il tuo credo,
ma la realtà delle cose spesso cancella
ogni tuo possibile entusiasmo.
A te, padre madre figlio
sorella o fratello:
in questa famiglia ti sei ritrovato
e il destino ha voluto che tu ti
occupassi della mia persona,
anche se vorresti scappare
per strappare la sofferenza che hai nel cuore.
A te, amico o persona comune,
che mi sorridi mi ascolti e
mi stai vicino e che
nel limite del tuo possibile mi dai una mano.
Il cinismo è un’arma per superare le mille sofferenze
e l’indifferenza aiuta a costruire una barriera
di salvataggio:
ma tu no, tu ci sei riuscito a trovare il tuo equilibrio
tra dolore e realtà senza sopprimere il tuo cuore,
hai alzato la barriera che ti protegge
ma che dà il giusto spazio alla comprensione.
Grazie
perché sai sostenermi e aiutarmi
anche se lo stress, il dolore, ti sovrastano.
Perché sai sorridere anche se nel tuo cuore c’è tristezza.
Perché hai un attimo di tempo anche quando tutto corre,
e mi stai vicino nella mia disperazione.
Un insieme di parole che in questo mondo frenetico
raccolgono e danno tutta la mia gratitudine
a coloro che giorno dopo giorno mi accompagnano.
E mi aiutano ad affrontare il dolore.
Ti voglio bene…

