27 ago 2023

Emigrazione (componimento)



Colpevole sono perché lancio la prima pietra contro coloro che attraversano laghi mari e monti nella più sperduta disperazione.
Colpevole di dimenticare la storia, io che ora sto bene, giudico è condanno.

Ma se prendo un libro e sfoglio le pagine del nostro vissuto, ricordo che anche i miei avi furono emigranti.
Lampedusa


Anche allora bisognava partire per sopravvivere come ora si emigra per vivere o per migliorare la qualità della vita.
Noi siamo figli di emigranti e sono i nostri figli loro stessi ad essere degli emigranti, studiando e lavorando al  nord o al di là delle alpi.

La gente del mondo è in eterno movimento e così è importante che sia.

Ti porti nel cuore la tua terra le tue montagne o per chi viene da lontano, il proprio mare e il proprio deserto. Poco importa da dove vieni, non importa dove vai; resti sempre alla ricerca di quel qualcosa che ti permette di star meglio.
Affronti enormi difficoltà fisiche ed emozionali, difficili relazioni umane per riuscire ad avere quel minimo di benessere e dignità che ti permette di vivere meglio.

Emigrazione un'azione verso l'ignoto, un'azione a metà: lascio il mio paese per andare a trovarne un altro è farlo diventar mio.
È qui nasce il mio dilemma io di dove sono? Da dove provengo? Dove abito e chi sono?

Poi appare il mio ricordo: di profumi e colori. Rivedo la terra, risento il fiume che scorre, chiudo gli occhi e mi ritrovo bambina.
Ecco da dove ho origine: dai miei monti e da quei boschi sento ancora il canto degli uccelli. È la montagna la mia casa e la porto nel cuore anche se sono distante.

Questa è la mia emigrazione, simile è a quella dell'emigrate che porta dentro di sé, il suo deserto o il suo mare.


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